Silvia Bencivelli “Le mie amiche streghe”

Silvia Bencivelli Silvia Bencivelli "Le mie amiche streghe" Einaudi Editore

Silvia Bencivelli
“Le mie amiche streghe”
Einaudi Editore

einaudi.it

Scrittori in Città, Cuneo
scrittorincitta.it
La pillola va giù e tutto brillerà di più
domenica 19 novembre 2017 – ore 16.30
Così cantava, nella versione italiana del film, Mary Poppins. Un po’ lo crediamo anche noi, mentre va crescendo la sensazione che si sia rotto il patto etico tra farmaco e società. Così ci dicono Guido Giustetto e Sara Strippoli (Pillole, ADD). Scrittorincittà li affianca a Silvia Bencivelli (Le mie amiche streghe, Einaudi), laureata in medicina, giornalista scientifica conduttrice radiotelevisiva, che nel suo romanzo sceglie una protagonista che le somiglia molto e vede le sue amiche di sempre deviare verso terapie alternative improbabili. Perché, e questo vale per tutti, il potere dell’irrazionalità è veramente grande. Grazie alla moderazione di Andrea Vico scoprirete che i due libri hanno molte cose in comune.
Autori presenti: Silvia Bencivelli , Guido Giustetto , Sara Strippoli e Andrea Vico

Alice ha quasi quarant’anni, non beve caffè, ha paura dei gabbiani, cura la gastrite con le banane, e sul mondo si concede di avere piú domande che risposte. Capire le cose difficili è la sua passione, e dopo che le ha capite ha il dono di saperle spiegare agli altri. Tecnicamente è un medico, in realtà fa la giornalista scientifica, è rigorosa fino all’impossibile, adora gli aperitivi e ha le stesse amiche dalle elementari. Amiche che la considerano una clamorosa rompiscatole. Perché Alice ultimamente le ascolta parlare e non le riconosce piú. Erano lucide e ragionevoli, adesso credono alle pozioni miracolose, alle terapie alternative, ai magici benefici del cetriolo e agli spaventosi malefici di generiche multinazionali del male. Ma forse sono i suoi occhi testardi a voler negare il potere inesauribile dell’irrazionalità.

Alice detesta le cose semplici, soprattutto se sono anche sbagliate. Fa la giornalista scientifica, perciò il mondo è abituata a interrogarlo e poi a raccontarlo. Anche alle sue amiche, che intrattiene per ore con le sue storie bislacche di scienziati. D’un tratto però le sue amiche sono diventate tutte streghe. Cioè, sono ancora le stesse di sempre, eppure sono diventate incomprensibili. Credono alle pozioni magiche, ai piani astrali, ai complotti, ai rimedi della medicina non ufficiale. Valeria, per esempio, spera di far girare il feto podalico che ha in grembo facendo le capriole in acqua. Vuole evitare il cesareo a tutti i costi perché ha letto su internet che non è il modo migliore per iniziare il rapporto con suo figlio. E dire che la nonna di Alice, ai suoi tempi, un parto podalico se l’è fatto per via naturale aiutata solo da una bottiglia di brandy, e a distanza di settant’anni non è affatto certa che sia stato un bel modo per iniziare alcunché. E poi c’è Lucia, fissata con l’alimentazione sana e i prodotti bio. E Arianna, medico anestesista, che si scopre fautrice dell’omeopatia. E ancora quella che non vuole vaccinare i figli, quella che segue l’ultima dieta del momento, quella che legge il futuro negli oroscopi. Alice si arrabbia, cerca di farle ragionare, e a volte pontifica, perché sembra incapace di vedere anche lei una semplice realtà, cioè che le emozioni possono tradire. Un romanzo d’esordio brillante e originale sulle nostre superstizioni ma soprattutto sulle nostre fragilità, che ha il coraggio di affrontare ironicamente temi molto dibattuti conquistandoci con la voce irresistibile della sua autrice.

silviabencivelli.it
Silvia Bencivelli, giornalista scientifica e conduttrice radiotelevisiva, laureata in Medicina e chirurgia (Pisa, 2002) e un Master in comunicazione della scienza (Sissa, Trieste, 2004). Da qualche mese è uscito il suo primo romanzo: Le mie amiche streghe (Einaudi). Da settembre 2016 è tra i conduttori di Tutta Salute, su Rai 3. Dal 2004 scrive di scienza per giornali e riviste; oggi collabora particolarmente con La Repubblica D di La Repubblica, Il Venerdì di La Repubblica, Le Scienze, Mente e Cervello, Focus, Wired. In passato ha scritto per La Stampa nel canale Tuttogreen, l’Unità e il manifesto, nella pagina di Chips and Salsa dell’inserto culturale Alias. Dal 2005 al 2011 ha lavorato nella redazione di Radio3 Scienza, il quotidiano scientifico di Radio3 Rai, ed è tuttora tra i conduttori del programma. Tra il 2014 e il 2016 ha lavorato con Rai Scuola per Memex, per cui raccontava piccole storie di grandi scienziati. L’hanno prima era invece presente Nautilus, condotto da Federico Taddia, e là ha tenuto una rubrica di storie e chiacchiere di scienza che si chiamava Nautilus Plus. Tra il 2011 e il 2013 ho collaborato con Rai3 per Presa Diretta. Nel 2011 inviata della prima serie di Cosmo. Lavora con scuole di comunicazione e master e insegna giornalismo scientifico al Master La scienza nella pratica giornalistica all’Università La Sapienza di Roma. Ha insegnato anche al Master in comunicazione della scienza della Sissa di Trieste, all’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino e alla International School of Science Journalism di Erice. Collabora con case editrici (Il Saggiatore, Sironi, De Agostini scuola), agenzie di comunicazione (La Fabbrica, effecinque). A settembre 2013 Comunicare la scienza, con Francesco Paolo de Ceglia, per Carocci editore nella collana Bussole. A luglio 2015 per Sironi Irrazionali e contenti, scritto con Giordano Zevi. A settembre 2016 è uscito È la medicina, bellezza! – Perché è difficile parlare di salute, scritto con Daniela Ovadia, per Carocci editore nella collana Bussole, e finalista al Premio Galileo. A novembre 2010 ha vinto il Premio speciale per la divulgazione scientifica e sociale sull’Hiv/Aids del Premio giornalistico Riccardo Tomassetti. Nel novembre 2012 le è stato assegnato il premio Piazzano per il giornalismo scientifico. Nell’aprile 2014 ha ricevuto il premio Paolo Antonilli per i collaboratori esterni dei giornali. A Pisa e dintorni ha ricevuto il premio Mimosa Boreale 2017 e il premio Donna è – Cultura 2017. È iscritta a Swim e alla World Federation of Science Journalists (WFSJ).


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