Monica Caputo “Pop Up! Attitude”

Pop Up! Attitude Pop Up! Attitude

Monica Caputo
Pop Up! Attitude
Osimo, Mostra d’Arte

Nell’universale gergo della “strada”, l’attitudine indica l’inclinazione e l’approccio con cui “chi pitta” affronta la propria azione espressiva. La specificità originaria di una forma estetica nata direttamente dall’esistenza, dall’esperienza di quartiere, per poi invadere le nostre città ridisegnandone l’orizzonte figurativo, caratterizza una delle più originali mostre internazionali, l’unica in grado di includere i principali protagonisti italiani di Urban Art. PopUp! Attitude è l’esposizione manifesto di quest’innovativa e dirompente tendenza. L’evento, fino all’8 ottobre, ospita, nel comune di Osimo (AN), oltre 20 artisti e 70 opere al piano nobile del settecentesco Palazzo Gallo. L’iniziativa, curata da Monica Caputo e Gian Guido Grassi, ha inaugurato il PopUp! Festival, tra le prime realtà italiane a promuovere, da ormai quindici anni, una generazione di artisti e lavorare nello spazio urbano con una rinnovata idea di arte pubblica in grado di influenzare l’immaginario collettivo e cambiare il volto delle nostre città.

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Il percorso espositivo racconta le varie declinazioni dell’arte urbana, attraverso quattro focus monografici e una sezione storica, partendo dall’anima più ribelle e sociale propria dei Graffiti fino a quella monumentale propria delle manifestazioni istituzionali più recenti. La prima sala ospita il Gruppo OK (108, Alfano, Aris, Dem, Dr Pira e Mr Mondo), una delle crew di Graffiti maggiormente rivoluzionarie della scena italiana, i cui esponenti furono tra i primi ad abbandonare la componente alfabetica del Writing per addentrarsi in nuove ricerche a fine anni ’90. La seconda sezione è “storica”. E’ una rassegna collettiva degli artisti Joys, Basik e Run, M City, 2501, che individuano rispettivamente quattro differenti filoni: l’analisi sul Lettering e il Post Graffiti, la Street Art, il neo muralismo figurativo e astrattista. Le sculture di Etnik, Muz e Peeta mostrano come questa modalità espressiva non si limiti a una dimensione pittorica. L’ala conclusiva di questo coinvolgente iter storico riguarda Zamoc, Allegra Corbo, Moneyless e Twoone, ovvero artisti che hanno interagito con lo spazio pubblico di Osimo realizzando opere d’arte urbana. Con i loro lavori, su legno combusto, tessuto, lavagna o light box, ci aiutano a comprendere la transmedialità di una ricerca che si arricchisce grazie alla varietà dei contesti operativi attraversati. Le tre sale monografiche finali introducono altrettanti colossi dell’arte urbana italiana. Si tratta di StenLex, duo romano celebre in tutto il mondo per aver creato la tecnica definita “Stencil Poster”, Eron, artista riminese, indiscusso maestro della “Spray Art”, abile a guidarci in una dimensione sospesa nel tempo e nello spazio ed Ericailcane visionario inventore di personaggi fantastici e animali antropomorfi con le sue scene rapite da una versione contemporanea delle favole di Esopo o dalla Batracomiomachia. Uscendo dall’imponente dimora del XVIII secolo, sede dell’intera traiettoria espositiva, nell’adrone monumentale incontriamo “Donna forma”, un’installazione di Giorgio Bartocci che rende omaggio alla figura femminile. Le espressioni artistiche presenti nella mostra si riflettono nelle opere d’arte urbana contemporanea realizzate appositamente per la città di Osimo: dal mercato coperto pubblico alla hall di ingresso della funiculare che porta al centro della città, dalle facciate di un capannone industriale agli interni di una casa di riposo, fino alle bacheche in ferro battuto che accolgono una “Street Gallery” con opere Poster Art del collettivo artistico La Fulmine. L’evento, con la direzione artistica di PopUp Studio, è promosso dall’Associazione MAC Manifestazioni Artistiche Contemporanee di Osimo e realizzato in partnership con il Comune di Osimo e con l’IIS Laeng-Meucci di Osimo e Castelfidardo, con il contributo della Regione Marche e con il sostegno di Asso e Osimo Servizi. L’organizzazione ringrazia la famiglia proprietaria di Palazzo Gallo per la concessione degli spazi.

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