Margherita Verlato “Perdona il mio silenzio”

Margherita Verlato. Perdona il mio silenzio. Ronzani Editore Margherita Verlato. Perdona il mio silenzio. Ronzani Editore

Margherita Verlato
“Perdona il mio silenzio”
Ronzani Editore

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“Ci si abitua alle assenze? E ai silenzi?”, se lo chiede Adele, una nonna ottantacinquenne malata terminale e lo chiede di rimando anche a sua nipote Anna, mentre le racconta la storia della sua vita e i suoi segreti. Forse no, forse non ci si abitua mai. Le assenze sono come “quelle notti senza luna” e i segreti che ognuno accumula nel corso della vita sono spesso innumerevoli, e lasciano lo stesso vuoto di quelle assenze. Adele trova il coraggio di confessare alcuni segreti della sua gioventù solo quando scopre di avere davanti pochi mesi di vita ed è terrorizzata dall’idea che la verità sulla sua storia possa morire con lei, senza alcun testimone. Sceglie quindi di confessarsi con la sua nipote prediletta Anna, una giovane donna trentenne in cui Adele si rispecchia e con cui ha da sempre un legame speciale. Anna, dal canto suo, sta attraversando una fase difficile: ha chiuso una relazione con un ragazzo, Davide, che sperava potesse essere l’uomo della sua vita ed è attraversata da una profonda malinconia e da un senso di vuoto che non ha mai saputo spiegarsi fino in fondo ma che l’accompagna da molto tempo.

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Man mano che ascolta la storia della nonna e i suoi segreti a lungo taciuti, la nipote Anna inizia a comprendere che la sua malinconia e quel senso di mancanza mai elaborato forse hanno origini lontane, e che certi traumi e dolori possono attraversare le generazioni in forma di segreto inconfessabile, insinuandosi nelle famiglie in modi così sottili che è difficile rendersene conto pienamente. E il racconto sconvolgente della nonna apre nuovi e inaspettati scenari nel presente e nel futuro della ragazza, la quale comprende che spetta a lei rompere quella catena familiare fatta di silenzi, dolore, senso di vuoto e di mancanza che aveva inquinato più generazioni. Spetta a lei trovare una nuova interezza rispetto a se stessa e un nuovo rapporto con il padre. Spetta a lei, ora, imparare ad amarsi e ad amare in altro modo, consapevole di sé e della storia di Adele, che è anche la sua storia. Ci si abitua alle assenze? Forse no, ma si può imparare a conviverci, insieme ai silenzi di ognuno che, se condivisi, forse fanno meno paura.

Margherita Verlato, docente di Lettere padovana, Margherita Verlato ha iniziato ad amare le storie fin da bambina, ascoltando soprattutto i racconti orali dei nonni, e ha sviluppato negli anni la passione di raccontarsi e raccontare gli altri attraverso la scrittura. Laureata in Filologia e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Padova ha conseguito un primo Master in Mediazione Familiare e un secondo, della durata triennale, in Gestalt Counseling. Ha poi fondato con due colleghe l’Associazione Culturale Piccoli Passi di Counseling che si pone l’obiettivo di diffondere le buone pratiche del counseling in diversi contesti e ha svolto un ruolo operativo di Servizio Civile Nazionale per conto di un’associazione veronese che ha operato nel carcere di Montorio.


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