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Valerio Magrelli “Festival del Classico”

Valerio Magrelli "Festival del Classico"

Valerio Magrelli
“Festival del Classico”

www.festivaldelclassico.it

Festival Del Classico
Circolo dei Lettori, Via Bogino 9, Torino
Sabato 19 Ottobre 2019, ore 11:00
“Poesia e Verità”
Il vero e il falso Montale
con Valerio Magrelli, poeta e Federico Condello, filologo classico

«Poesia e verità» (Goethe) , «la letteratura come menzogna» (Manganelli), eco di Borges: un dilemma già all’origine della filosofia nel contrasto tra Platone e Aristotele. Come uscirne, si chiede il poeta? Su un altro versante, il filologo ripropone l’ambiguo rapporto smascherando il falso Diario postumo (Mondadori) di Montale, celebrato come sensazionale testamento letterario.


Valerio Magrelli
“Le cavie”
Poesie 1980-2018
Einaudi Editore

www.einaudi.it
Quarant’anni di poesia alla ricerca di un passaggio fra sperimentazione e comunicazione.

«Venti, venticinque anni fa leggevo moltissimi poeti italiani. Italiani. Negli ultimi anni non molto. Amo certi nomi, come Zanzotto. Ho visto cose di un giovane che mi piacciono, Magrelli»
Joseph Brodsky

«La sua poesia è un soliloquio scritto con la penna su un quadernetto, nelle ore più tarde e silenziose della notte. Poesia chiara come acqua in un bicchiere di vetro e, proprio come quell’acqua, vertiginosa: nella sua chiarità, annegano gli sguardi. Poesia in cui il pensiero si guarda pensare, e, nel guardarsi, scompare» –
Octavio Paz

«Aveva ragione Zanzotto quando io, nel mio entusiasmo, incontrando Zanzotto a Treviso, gli ho parlato di questo Magrelli, Zanzotto da poeta vero, da grande artista, ha detto c’è il passo della tigre»
Federico Fellini

«C’è un poeta come Magrelli che io metterei molto in alto nella gerarchia»
Andrea Zanzotto

Questo volume riunisce le sei raccolte di Valerio Magrelli: Ora serrata retinae (1980), Nature e venature (1987), Esercizi di tiptologia (1992), Didascalie per la lettura di un giornale (1999), Disturbi del sistema binario (2006) e Il sangue amaro (2014). Grazie all’aggiunta di dodici testi successivi, il libro presenta dunque una produzione che, dopo il precoce esordio dal taglio meditativo, è passata a descrivere paesaggi tecnologici e patologici, toccando timbri di carattere civile, morale, politico.
Tradotta in molte lingue, l’opera di Magrelli è stata apprezzata da Italo Calvino, Giorgio Caproni, Elio Pagliarani, Antonio Porta, Enzo Siciliano e Andrea Zanzotto, mentre tra i suoi lettori stranieri spiccano Octavio Paz, Iosif Brodskij, Charles Simic, Yves Bonnefoy e Bernard Noël.


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