SALVATORE PISCICELLI

IL POSTO DELLE PAROLE

 

§

 

CONVERSAZIONE

DI 

LIVIO PARTITI

CON

SALVATORE PISCICELLI

"VITA SEGRETA DI MARIA CAPASSO"

e/o

 

 

Copj170.asp

 

Siamo a Napoli. Maria è sposata con un operaio
e ha tre figli, fa la manicure a mezzo tempo e vive in un modesto
appartamento nelle case popolari alla periferia della città. Una
famiglia come tante, relativamente povera ma dignitosa e, malgrado
tutto, passabilmente felice. Poi il destino si mette di traverso. Il
marito si ammala gravemente e nel giro di pochi mesi muore. La paura di
non farcela, la certezza di un impoverimento ulteriore, lo spettro della
miseria… Però Maria non è di quelle che si arrendono: per la sua
famiglia, come ogni buona madre, è disposta a fare qualsiasi cosa. Ha 37
anni, è una donna attraente, e ha coraggio e intraprendenza. Diventa
l'amante di Gennaro, ricco proprietario di un autosalone. Un giorno
Gennaro le propone di trasportare un carico di cocaina da Napoli a una
città della Svizzera. Ma è solo il primo passo… Per realizzare la sua
piccola scalata sociale, Maria dovrà imparare altre, più aspre lezioni e
condurre fino in fondo la sua guerra, senza guardare in faccia nessuno.  

 

 

ascolta qui la conversazione

SALVATORE PISCICELLI

 

"Su questa terra l'uomo ha ben diritto

di vivere felice e non da cane,

di godere la sua parte di gioia,

di non mangiare ciottoli, ma pane.

Chiunque è vivo ha ben questo diritto.

Ma, ahimé, finora non s'è mai veduto

che il buon diritto sia riconosciuto.

Chi non vivrebbe ligio all'onestà?

Ma all'atto pratico – non va, non va!"

Bertolt Brecht, L'opera da tre soldi

 

"Gli italiani hanno fatto della famiglia

un gruppo estremista."

Don DeLill, I nomi

 

così comincia:

"Mi chiamo Maria Capasso e, ve lo dico papale papale, non me ne fotte un cazzo, se mi passate l'espressione, di quello che la gente potrebbe pensare di me e delle cose che ho fatto. Non cerco giustificazioni o attenuanti. Ho agito per amore, e tanto basta. Quando la vita ti mette con le spalle al muro, o soccombi o reagisci. E io ho reagito, sfruttando le circostanze, senza guardare in faccia nessuno. Come si dice: mors tua vita mea. L'ho fatto principalmente per i miei figli, e anche per me stessa, non lo nego; per dare a loro e a me una vita migliore, più dignitosa. Chi mi può giudicare?"

 

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