Fabio Guarnaccia
“Zen Bang Love”
Mondadori Editore
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Con rara sapienza Fabio Guarnaccia indaga il triangolo amore, inquietudine, consapevolezza in una storia che ci spiazza, e lo fa attraverso uno dei più intensi personaggi femminili della narrativa italiana contemporanea.
Attilio non avrebbe mai immaginato di intrecciare la sua vita con quella di un monastero buddista, e non è un caso che il Maestro che lo guida l’abbia chiamato per produrre una video-testimonianza. Documentarista prestato alla moda, nel mezzo di una profonda crisi esistenziale, Attilio è conquistato dall’atmosfera fuori dal tempo che pervade il luogo, dall’assenza di ieratica solennità, dalla frugalità di regole, di parole, di gesti.
La comunità è su una collina della Bassa che guarda verso la pianura segnata dalla pensosa pace del grande fiume, lontana dalla sin troppo motivata nevrosi di Milano. Ed è lì che Attilio incontra Sandra, enigmatica, sbilenca, sensuale, con l’aria di non poter appartenere a niente e nessuno. Nemmeno a quel posto che le ha offerto un rifugio. Sandra segue Attilio, desidera stargli accanto, avvicinarsi a suo figlio. Ma quando prende parte alle inevitabili occasioni mondane legate al suo lavoro, appare drammaticamente esposta ad azzardi, eccessi, deliri. L’attrazione è forte e reciproca, ma non vincola e non sutura le ferite ancora vive di entrambi. In una sintesi imprevedibile tra lo Zen e l’amour fou, Zen Bang Love mette in scena una sequenza di fughe on the road lungo il Po fatte di assenze, apparizioni, rotture, paesaggi che si aprono e chiudono, a disegnare un moto che non si consuma, un groviglio di ribellione e sentimento che rilancia di continuo il desiderio di affidarsi l’uno all’altra.
Fabio Guarnaccia è direttore del magazine di studi sui media “Link. Idee per la televisione” e condirettore della collana “Super Tele”, edita da minimum fax. Ha scritto i romanzi Più leggero dell’aria (Transeuropa, 2010), Una specie di paradiso (Laurana, 2015) e Mentre tutto cambia (Manni, 2021).
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