Enrico Terrinoni “Chi ha paura dei classici?

"Chi ha paura dei classici?" Enrico Terrinoni "Chi ha paura dei classici?" Cronopio Edizioni

Enrico Terrinoni
“Chi ha paura dei classici?”
Edizioni Cronopio

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I classici sono libri del passato che, parlando al presente, appartengono al futuro. Sono libri nosferatu: ritornano trasfigurati per trasfigurarci; e così facendo influenzano anche l’ambiente della letteratura contemporanea attraverso percorsi inaspettati.Perché, allora, suscitano spesso fastidio nel pubblico e nella critica? Forse perché conservano un qualcosa di aristocratico, una presunzione di superiorità? Sarebbe inaccettabile, quando si parla di libri, visto che nulla può davvero regolare il gusto o le preferenze individuali dei lettori.

Il libro rilegge, con spirito eretico e provocatorio, una serie di mostri sacri delle letterature inglese, irlandese e americana; da Conan Doyle a Joyce, da Hawthorne a Wilde, da Sterne a Flann O’Brien. Vengono affrontati classici del romanzo sensazionale, del modernismo, del romanzo storico, della fiaba, delle origini del romanzo inglese e del racconto postmodernista, nel tentativo di ricercare all’interno delle loro strutture portanti l’essenza della loro immortalità.

“I classici vivono nel silenzio, un silenzio latente e pervasivo. Ma se ci scopriamo a parlare di loro, a citarli – perché quando pensiamo o scriviamo altro non facciamo che citare, citare sempre, citare inesorabilmente – finiamo per riportarli in vita. Infatti, dal sonno di morte del silenzio, essendo il silenzio la parola non detta più detta di sempre, un giorno, a un testo capita di risvegliarsi. Perché dormire, ovvero morire, è una vera e propria attività. Ed è pure un’occupazione giornaliera, per qualcuno. Dormiamo, sogniamo: sogniamo sogni che ci consentono di vedere al buio, come anche di parlare silenti. Di reagire, insomma, a stimoli che non sono solo esterni né estremi. Così anche i classici. Vivono vite di morte e nella notte. Il loro corpo vive al buio; e il nostro, muto di fronte all’ombra.”

Enrico Terrinoni insegna Letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Autore di James Joyce e la fine del romanzo (Carocci 2015); Oltre abita il silenzio. Tradurre la letteratura (il Saggiatore 2019). Ha tradotto, tra gli altri, di James Joyce Ulisse (Newton Compton 2012) e Finnegans Wake (Mondadori 2017-19), e L’antologia di Spoon River (Feltrinelli 2018).


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