Elvis Malaj “Il mare è rotondo”

Elvis Malaj Elvis Malaj "Il mare è rotondo" Rizzoli Editore

Elvis Malaj
“Il mare è rotondo”
Rizzoli Editore

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Una storia spiazzante, ironica, esplosiva. Il primo romanzo di Elvis Malaj.Quella tra Ujkan e l’Italia è una relazione complicata. Andarci è sempre stato lo scopo della sua vita, ma il motivo non se lo ricorda più. Quando aveva undici anni aveva provato a raggiungerla mescolandosi ai profughi kosovari, ma sua madre era riuscita a scovarlo un attimo prima che s’imbarcasse. Da allora, tutta la sua esistenza è stata un susseguirsi di tentativi falliti: l’ultima volta non ha fatto neanche in tempo a bagnarsi i piedi. «Non me la sento» ha detto allo scafista incredulo, ed è rimasto sul gommone fino a casa, in Albania. Adesso ha davanti una lunga estate fatta di attesa, lavoretti malpagati e progetti imprenditoriali assurdi insieme ai soliti amici – Sulejman, intento a comporre un romanzo su una vecchia macchina da scrivere piazzata nel cortile, e Gjokë, che si divide tra il bar e il biliardo senza mai togliersi giacca e cravatta. C’è anche Irena, bellezza in bicicletta: Ujkan la insegue, la sogna, la cerca, lei minaccia di sparargli ma poi non spara mai. Mentre l’Italia resta sullo sfondo, raccontata da tutti senza che nessuno abbia davvero voglia di andarci, Elvis Malaj ci trascina in un gioco letterario spassoso e raffinato, in cui tra depistaggi, giri a vuoto e false partenze si diverte a stupire i lettori e li accompagna, con la sua voce originalissima, verso l’inatteso, scoppiettante finale.

“Il gommone proseguì a velocità ridotta, fendendo il velo di nebbia che lo aveva inghiottito. Tra le persone a bordo si diffuse un po’ di preoccupazione. Era ancora presto per fermarsi. Quando superarono il banco di nebbia, l’indice di qualcuno indicò terra e tutti si voltarono. Per un attimo le bocche rimasero incerte. Possibile che fosse già la costa italiana? Non era passata neanche un’ora e mezza
da quando erano salpati. Lo scafista confermò che quella era l’Italia e ordinò di saltare in acqua. Le gambe intorpidite si drizzarono e ai tonfi seguirono bracciate. Quei flutti irregolari sospinsero il gommone qualche metro più al largo, e in pochi attimi a bordo rimasero solo lo scafista e un passeggero.
Il passeggero si chiamava Ujkan Brraka, aveva ventidue anni, qualche soldo in tasca, e si sentiva pronto ad assalire l’esistenza.
«Veloce, salta giù» disse lo scafista prima di azionare il timone e volgere la prua in direzione opposta alla terra, impaziente di ripartire.
Ujkan guardò l’acqua, poi la costa italiana. Vedeva la spuma sopra le creste che si andavano a spegnere sulla piccola spiaggia di sabbia e scogli. Più all’interno, una cinta di alberi oltre i quali si stendeva l’Italia e lui era lì, a poche bracciate. Una volta a terra avrebbe dovuto raggiungere la stazione di Bari dove c’era un amico ad aspettarlo, e insieme avrebbero preso un treno per Milano. Era tutto pronto: dopo quella notte di novembre la sua vita sarebbe cambiata. Tornò a guardare sotto di lui. Ora che il drappello si era fatto più lontano, l’acqua aveva ripreso a fluttuare serena. L’ansia di scendere dal gommone era più grande di quella che aveva provato prima di salirci. Attendeva quel giorno da sempre, ma in quel momento gli sembrava che fosse giunto troppo in fretta. I dubbi e le paure che covava dentro
cominciarono a risalire lungo l’intestino e lo stomaco, e in un lampo raggiunsero la testa.
«Non me la sento» disse.”

Elvis Malaj è nato a Malësi e Madhe (Albania) nel 1990. A quindici anni si è trasferito ad Alessandria con la famiglia e oggi vive a Belluno. Ha esordito con la raccolta di racconti Dal tuo terrazzo si vede casa mia, selezionato al Premio Strega 2018. Questo è il suo primo romanzo.


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