Cristina Dell’Acqua
Roi Edizioni
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Seneca “Come vivere felici”
Traduzione a cura di Alessandro Benzi
De vita beata (Come vivere felici) è uno dei testi più incisivi della filosofia antica, che affronta una domanda eterna: che cos’è, davvero, la felicità? E come si raggiunge? Con uno stile limpido e tagliente, Seneca smonta false convinzioni e mode effimere – dalla corsa alla ricchezza all’ossessione per il piacere – per guidarci verso una vita fondata sulla ragione, sulla virtù e sull’autenticità. Perché, in fondo, la vita beata non è qualcosa da cercare lontano: è un modo di abitare il presente, con lucidità e coraggio.
Ovidio “Come guarire dalle pene d’amore”
Traduzione a cura di Roberta Sevieri
I Remedia amoris (Come guarire dalle pene d’amore) sono una tra le opere meno esplorate di Ovidio. Eppure bellissima. Un dialogo tra il poeta e Cupido, il dio dell’amore. Un’occasione per riflettere sul perché la vita amorosa, con tutte le sue regole, le sue convenzioni e i suoi effetti collaterali, sia così complicata, e talvolta anche dolorosa. In un mondo in cui tutti ci prendiamo terribilmente sul serio Ovidio può insegnarci ad avere sull’amore uno sguardo più disincantato e giocoso, non frivolo o superficiale, ma semplicemente più lucido.
Cicerone “Il valore dell’amicizia”
Traduzione a cura di Silvia Perucca
Il De amicitia (Il valore dell’amicizia) è una lettura preziosa in un’epoca in cui la quotidianità frenetica ci sottrae sempre più tempo per coltivare amicizie profonde. Il modo di intendere i rapporti sociali è cambiato, ma il dolore della solitudine rimane lo stesso lungo i millenni. Perché un amico è quella persona con cui desideriamo condividere la gioia di un successo così come la ferita di una delusione, e sarà proprio lui a renderci più lieve quest’ultima: parola di Cicerone, che non a caso ha scritto questo dialogo proprio nell’anno peggiore della sua vita.
Plutarco “Come rispettare gli animali”
Traduzione a cura di Marzia Mortarino
Bruta animalia ratione uti (Gli animali usano la ragione) e De esu carnium (Sul mangiar carne) fanno parte dei testi sugli animali di Plutarco. Il primo, un dialogo tra Ulisse e uno degli uomini trasformati in maiali da Circe, dimostra inconfutabilmente che la natura suina (e in generale quella animale) è superiore a quella umana. Il secondo, più tagliente, è dedicato alla crudeltà del mangiare carne. Quasi duemila anni fa, Plutarco sorprende con una visione rivoluzionaria e ci invita a riflettere sul nostro rapporto con gli altri esseri viventi, parlando al cuore (e alla coscienza) del lettore di oggi.
Cristina Dell’Acqua, direttrice editoriale della collana
È laureata in greco all’Università degli studi di Milano.
Insegnante di latino e greco al Collegio San Carlo di Milano è da sempre appassionata di sperimentazione didattica, con corsi di aggiornamento ad Annapolis, negli Stati Uniti.
E’ vicepreside dei licei del Collegio San Carlo con delega alle relazioni esterne e all’innovazione didattica. E’ coautrice di “Il futuro è antico. L’uso del teatro classico nell’educazione e nella formazione”, di Paloalto editore. È autrice di Una spia per l’anima (Mondadori 2019), Il nodo magico (Mondadori 2021), La formula di Socrate (Mondadori 2023),
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