Chiara Bartolozzi “Fondazione Cariplo e la lettura negli asili nido”

#ioleggoperché #ioleggoperché

Chiara Bartolozzi
programme officer di Fondazione Cariplo 
responsabile di #ioleggoperchè Lab Nidi 

L’impatto di #ioleggoperché Lab Nidi: dotazione libraria aumentata del 50% in 250 nidi di aree disagiate della Lombardia e del Piemonte.
Coinvolti nel progetto, a cura di AIE e Fondazione Cariplo, oltre 7000 bimbi e 1250 educatori Educatori costretti, prima dell’iniziativa, a portarsi i libri da casa nel 70% dei casi.

Presentata alla Bologna Children’s Book Fair l’indagine a cura dell’Università di Bologna, Dipartimento Economia e dell’Ufficio studi AIE Bologna.

Servono più libri a disposizione di educatori e piccoli nei nidi per contrastare le diseguaglianze, specie nelle aree più disagiate del Paese. Grazie al progetto pilota #ioleggoperchéLAB-NIDI, organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) in stretta collaborazione con Fondazione Cariplo.
250 nidi in aree fragili della Lombardia e delle province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola hanno potuto far crescere la dotazione delle loro biblioteche del 50%, coinvolgendo oltre settemila bimbi e 1250 educatori in attività con e attraverso i libri.
Un intervento puntuale in contesti di bisogno delle due regioni: il 70% degli educatori intervistati ha dichiarato infatti di utilizzare, prima del progetto, libri personali, portati da casa, per poter svolgere attività in aula.

“Con questo progetto, insieme ad AIE, ci siamo rivolti al mondo dei più piccoli e lo abbiamo fatto andandoli a cercare in modo capillare – ha sottolineato il presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Fosti -. #ioleggoperchéLAB-NIDI ha sperimentato una nuova modalità di azione, a partire dall’idea che per accorciare le distanze sia necessario non tanto moltiplicare l’offerta, ma portare più opportunità dove ce ne sono meno. Per questo il progetto ha lavorato per individuare e coinvolgere proprio quei nidi che vedevano la presenza di famiglie in maggiore difficoltà e le ricerche sul suo impatto ci confermano che dove il contesto è più fragile lo sforzo deve essere maggiore. Ci auguriamo quindi che questa sperimentazione possa proseguire e ampliarsi: vogliamo continuare a creare valore per tutti i soggetti coinvolti, e generare conoscenza che permetta di intervenire sempre meglio per il futuro dei nostri bambini.”

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