Aldo Dalla Vecchia “La tele a Torino”

Aldo Dalla Vecchia. La tele a Torino

Aldo Dalla Vecchia
“La tele a Torino”
Buendia Books

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“La capacità di istruire e commuovere con l’immagine unita alla parola e al suono è enorme. Le possibilità di fare del bene o del male altrettanto vaste. L’Italia sarà, in un certo senso, ridotta ad un paese solo, una immensa piazza, il foro, dove saremo tutti e ci guarderemo tutti in faccia. Praticamente la vita culturale sarà nelle mani di pochi uomini”
Luigi Barzini, «Occhio di vetro. La “prima” della televisione», La Stampa, 5 gennaio 1954

Se è vero che le prime trasmissioni sperimentali vengono effettuate ben prima del debutto ufficiale della televisione a Milano e a Roma, è altrettanto vero che tutto nasce nella sede dell’Eiar di Torino, come riporta uno degli studi più interessanti sulle origini del piccolo schermo di casa nostra, La TV di Mussolini.
Sperimentazioni televisive nel Ventennio fascista: «1928. L’Uri si trasforma ufficialmente nell’Eiar con sede legale e amministrativa a Roma e Direzione generale a Torino, prima in Via Bertòla, nell’attuale palazzo Enel, poi in Via Arsenale 21». «1929. Il 28 febbraio iniziano a Torino, e poi a Milano e a Roma, i primi esperimenti di trasmissione delle immagini. […] Entrano nell’uso i termini “televisione” e “televisore”, anche se resisterà ancora a lungo la parola “radiovisione”».

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Aldo Dalla Vecchia è autore televisivo e giornalista da oltre trent’anni. Le sue passioni: le canzoni di Mina, giocare a burraco, Simenon, la filodiffusione, il gelato alla pera, le focaccine dell’Esselunga. Vorrebbe passare la vita a scrivere libri e basta, ma non è ancora possibile. In tivù ha firmato Target, Verissimo, Il bivio, Cristina Parodi Live, The Chef, In Forma. Ha collaborato tra gli altri con Corriere della Sera, Epoca, A e Mistero, di cui è il coordinatore editoriale da diversi anni.Ha al suo attivo ventidue libri. Il primo è il romanzo Rosa Malcontenta (Sei Editrice, 2013), il più recente è Le Tre Parche (Pegasus, 2023). 

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