Giuseppe Cederna

Giuseppe Cederna, Feltrinelli, Writers Milano Giuseppe Cederna "Il grande viaggio" Feltrinelli

Giuseppe Cederna
writer’s festival Milano

Writer’s Festival Milano
Una cosa giusta alle sorgenti del Gange.
Storia di un viaggio e degli amici che accudirono la morte.
Di e con Giuseppe Cederna.

Giuseppe Cederna é attore, scrittore e viaggiatore.

Al suo impegno teatrale alterna, dagli esordi, un’interessante attività cinematografica.

Premio oscar con il film Mediterraneo di G. Salvatores nel 1991 nel cinema ha lavorato, tra gli altri, con Scola, Bellocchio, Comencini, Monicelli, i fratelli Taviani, Soldini, Brizzi, Rob Marshall.

In teatro, come autore, racconta e interpreta il viaggio e le sue passioni letterarie e poetiche.

Dal 2015 è in tournee con il suo spettacolo sulla Grande Guerra, “L’ultima estate dell’Europa” per la regia di Ruggero Cara.

Ha pubblicato con Feltrinelli “Il Grande Viaggio”, la storia di un pellegrinaggio alle sorgenti del Gange. Un viaggio di iniziazione alla bellezza, all’unicità della natura, alla condivisione della gioia, e al dolore. E “Piano Americano”, lezioni di sopravvivenza nella giungla dorata di un set Holliwoodiano.

Con il fotografo Carlo Cerchioli, “Ticino, le voci del Fiume”- Ed. Excelsior 1881- un viaggio sentimentale sul Ticino dalle sorgenti alla confluenza con il Po.

Il grande viaggio
Giuseppe Cederna
Feltrinelli Edizioni

Nel novembre del 1999 Giuseppe Cederna parte, con alcuni amici, per il Nord-Ovest dell’India (le Hills Himalayane), meta di un pellegrinaggio hindu, ancora vivissimo, verso le sorgenti del fiume sacro per eccellenza, il Gange. Guidato, come in ogni grande viaggio di iniziazione, da una serie di coincidenze (un generoso interferire di letture, mappe, personaggi letterari e persone in carne e ossa, memorie e sogni), percorre in auto e a piedi la via delle Sorgenti e delle Confluenze. E, al ritorno a Delhi, ha un appuntamento con l’amica Paola: non l’ha seguito ma, alla fine di un suo viaggio parallelo in Kosovo, sarà là ad aspettarlo. Questi i patti, questa l’attesa. Questa la premessa di un dolore.
Il grande viaggio è una storia, un racconto in cui si fondono lo stupore del cammino dentro una natura che ancora si manifesta come ignota e miracolosa (le cime, gli dei che le abitano, le acque purificatrici dei fiumi, il trotto di un leopardo), gli incontri straordinari (con nomadi ed eremiti ma anche con i movimenti che si battono contro le grandi dighe e per la conservazione degli equilibri naturali), la riconquista – proprio attraverso il filtro della distanza – di una dolcissima vicinanza al sé più profondo e alle immagini dell’infanzia (i monti della Valtellina, la casa di famiglia, la figura del padre che torna per un simbolico passaggio di testimone).
Un libro emozionante, visivo, spirituale. Un libro speciale come il “pellegrino” che lo ha scritto: negli interstizi del racconto appaiono immagini, segni grafici, stilizzati profili di catene montuose, foto di famiglia, biglietti ferroviari, santini, fogli vergati da mani amiche.

IL POSTO DELLE PAROLE
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