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Piergiorgio Bianchi “Dante, Lacan”

Piergiorgio Bianchi "Dante, Lacan" Ortothes Edizioni

Piergiorgio Bianchi
“Dante, Lacan”
Dolce Padre
Orthotes Edizioni

orthotes.com

La psicoanalisi non è chiamata a svelare i rapporti segreti e inconfessati tra la vita del poeta e l’opera, ma a reperire nella sublimazione poetica la verità da essa scoperta nella propria esperienza clinica. Non si tratta calare su Dante un’interpretazione a lui estranea, ma di leggere la Commedia come anticipazione della psicoanalisi: Dante precede da veggente Freud e Lacan sul cammino della parola e del linguaggio.
Nel tempo presente le tecniche del controllo cognitivo, poste a guardia dello psichico, promuovono un’ortopedia linguistica che mette sotto silenzio l’esperienza di parola. Riproporre il gesto di Dante, affrontando la questione della lingua nella sua radicalità, significa restituire la parola al soggetto, affinché questi possa dire quale pena lo costringe alla ripetizione: quel godimento a-semantico e mortifero che, dannato, lo separa dal dolce mondo.

Nella Commedia si annodano l’esistenza singolare e il tempo politico di Dante, la cifra unica e irripetibile dell’esperienza del poeta e il destino escatologico dell’umanità. Seguire i passi di Dante richiede la disponibilità a una lettura sintomale del poema. Il percorso della Commedia è teleologico: sappiamo dove vada a finire ma non abbiamo la certezza di avere capito. Tuttavia ci accorgiamo, leggendo, che qualcosa si trova già al lavoro… Allor si mosse, e io li tenni dietro.

Piergiorgio Bianchi si è laureato in Filosofia e in Storia presso l’Università di Genova. Dal 1995 fa parte della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi. Insegna al Liceo scientifico “O. Grassi” di Savona. Ha pubblicato Marx e Lacan. La questione del soggetto inconscio (Genova 1999) e Il lavoro del filosofo. Ragione e politica in Galvano della Volpe (Savona 2008). Ha scritto articoli per «L’Art du comprendre» e «Historia Magistra». Per Orthotes sono usciti: Il campo di esperienza. Positività del sensibile e ricerca estetica in Galvano della Volpe (2012) e Il sintomo e il discorso. Lacan legge Marx (2014). Ha curato testi di Lukács e Feuerbach.


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