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Maria Nadotti “Paesaggi” John Berger

Maria Nadotti "Paesaggi" di John Berger, Il Saggiatore

Maria Nadotti
“Paesaggi”
John Berger
A cura di Tom Overton
Edizione italiana e traduzione a cura di Maria Nadotti
Il Saggiatore

www.ilsaggiatore.com

Paesaggi è la più completa raccolta degli scritti di John Berger dedicati all’arte e alla letteratura. Chi è alla ricerca di un ponderoso volume di critica, con quadri monografici e rigide periodizzazioni, dovrebbe guardare altrove; chi invece è già un lettore di questo «rinascimentale uomo contemporaneo» si stupirà ancora una volta di tanta varietà di saggi, poesie, racconti e meditazioni, ritrovando lo sguardo di uno storyteller che mai ha inteso la scrittura come un atto di possesso, ma sempre come un modo per abitare il presente e mutarne la trama.

In questo volume, ideale prosecuzione di Ritratti, John Berger è l’osservatore tenace di vasti panorami popolati da figure umane, alla ricerca di mappe del nostro tempo. Dapprima si tratta soprattutto di paesaggi teorici, in cui Berger incontra gli scrittori e gli artisti che più hanno accompagnato il suo pensiero: da Walter Benjamin a Gabriel García Márquez, da Rosa Luxemburg a James Joyce. Poi si passa all’esplorazione – a volte reale, sempre letteraria – di paesaggi fisici: la Palestina resistente, abitata da bambini e cavalli selvaggi; la Parigi dei cubisti e la Venezia marcescente della Biennale; la città di Delft che «sgorga dagli occhi di chi l’ha lasciata»; la campagna senza tempo in cui i contadini hanno insegnato a Berger «il poco che so»; fino al fluido mercato del mondo odierno, in cui ognuno è un consumatore perduto in una geografia assente.

Raccontando questi luoghi, John Berger racconta se stesso, il suo modo ardente e combattivo di cercare uno spazio da condividere e di indagare lo sguardo. Ogni paesaggio parla per lui di «rischio e avventura»: il rischio e l’avventura, in questi Paesaggi composti dagli anni cinquanta a oggi, sono quelli di un pensiero pronto in qualsiasi momento a farsi mettere a repentaglio da un’opera perturbante o un fatto inatteso, che si pone sempre, qualsiasi cosa scelga di narrare, sul limite sottile del mistero.

John Berger (1926-2017) è stato giornalista, pittore, critico d’arte e scrittore. Con il romanzo G. (Neri Pozza) ha vinto nel 1972 il Booker Prize. Il Saggiatore ha pubblicato Questione di sguardi (2015), Perché guardiamo gli animali? (2016), Smoke (2016) e Sul guardare (2017).


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