SERGIO GIVONE

Conversazione di Livio Partiti con Sergio Givone

 

SERGIO GIVONE

LECTIO MAGISTRALIS

"NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO"

RISPETTO RELIGIOSO E SCETTICISMO FILOSOFICO.

 

IN COLLABORAZIONE CON LA KATHOLISCHE AKADEMIE IN BERLIN

 

 

 

La Scuola di Alta Formazione Filosofica (SdAFF) nasce come luogo d’incontro tra giovani ricercatori chiamati a mettersi in gioco di fronte a una personalità filosofica riconosciuta a livello mondiale: non si tratta di una semplice serie di conferenze, bensì di seminari intensivi di 5 ore giornaliere, caratterizzati da uno stile familiare e comunitario di lavoro e di confronto. Il seminario è arricchito da un’occasione pubblica di dibattito, come momento simbolico di apertura alla polis e di dialogo con la cultura. La Scuola, attraverso la molteplicità degli inviti, intende mostrare, al di là di tecnicismi e unilateralità, la ricchezza e la complessità degli studi filosofici impegnati nel confronto con la contemporaneità. Particolare attenzione è rivolta alla dimensione teorica della filosofia, quale sapere costruttivo e creativo, capace di elaborare e mettere alla prova idee di unificazione del sapere. Ai Professori Ospiti viene richiesta un’auto-presentazione critica, un bilancio del proprio percorso intellettuale o, nel caso di seminari a più voci, la focalizzazione di un tema e la capacità di animare un dibattito stringente intorno ad esso.

 

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SERGIO GIVONE

 

 

Laureatosi in Filosofia a Torino sotto la guida di Luigi Pareyson, Sergio Givone ha insegnato Estetica in diverse Università italiane ed è attualmente Professore Ordinario dell’Università di Firenze, della quale è stato anche Prorettore. Collabora con alcune testate nazionali, come “Repubblica” e “Micromega”. Ha affiancato all’attività di filosofo anche quella di romanziere. Dal 2012 è Assessore alla Cultura della Città di Firenze.Il suo pensiero si è sviluppato a partire da un’originale interpretazione della lezione ermeneutica ed esistenzialista (soprattutto di Nietzsche, Heidegger e Pareyson). Fondamentale, per la sua opera, è una concezione della filosofia come un discorso che trova i suoi contenuti fuori di sé: nell’arte, nel mito, nella rivelazione religiosa. Il pensiero di Givone vuol dunque essere interpretazione in atto di quei testi in cui arte e religione chiamano in causa la filosofia; per questa via egli è tornato a interrogarsi sulla portata del romanticismo, riconoscendo in quel movimento l’origine storica di una problematizzazione del valore di verità dell’esperienza estetica, che ancora oggi appare densa di implicazioni e tutt’altro che esaurita. Givone, infine, trova un punto di convergenza di arte e religione nella nozione di “pensiero tragico”: con questo termine egli non intende ripristinare una visione eroica o patetica dell’esistenza, che non può più essere nostra, ma sottolineare l’attualità di un pensiero che non arretra di fronte al carattere irriducibilmente enigmatico dell’essere e dell’esistere

 

Tra i suoi libri: Kant e la storia della filosofia (1972); Hybris e melancholia (1974); William Blake. Arte e religione (1978); Dostoevskij e la filosofia (1984); Storia dell’estetica (1988); Disincanto del mondo e pensiero tragico (1988); Storia del nulla (1995); Favola delle cose ultime (1998); Eros/Ethos (2000); Nel nome di un dio barbaro (2002); Prima lezione di estetica (2003); Il bibliotecario di Leibniz. Filosofia e romanzo (2005); Non c’è più tempo (2008); Storia dell’estetica (2008); Il bene di vivere (2011); Metafisica della peste (2012).

 

IL POSTO DELLE PAROLE

ascoltare fa pensare