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    Categories: Libri

Nicoletta Sipos “Colette. Un sogno audace”

Colette. Un sogno audace.

Nicoletta Sipos
“Colette. Un sogno audace”
Morellini Editore

https://www.morellinieditore.it/

Alla scoperta di Sidonie Gabrielle Colette, autrice di Claudine, Gigi, Chéri, mito della letteratura mondiale e scrittrice che, a settant’anni dalla scomparsa, attira ancora una folta schiera di lettori. Una pioniera, un’esploratrice, una donna che ha sfidato le regole e le convenienze del suo tempo. Mima, attrice di vaudeville, amante onnivora, grand’ufficiale della Legion d’onore, presidente dell’Accademia Goncourt, anima inquieta, narratrice di emozioni e sentimenti con una prosa godibilissima, frutto di lavoro raffinato. A narrare la sua storia in queste pagine è la figlia – Colette de Jouvenel – che filtra i ricordi attraverso il complesso rapporto che le unì ben oltre la morte. Con una serie di sorprese coloratissime – come le loro vite.

Inseguì tra contraddizioni e ambiguità il sogno più audace per una donna del suo tempo: essere padrona di sé. Il primo marito la chiudeva a chiave per costringerla a scrivere, ma finì apprezzata da Proust, Cocteau, Gide. Diede scandalo danzando nuda al music-hall e per i suoi amori, ma si puliva del fango con un sorriso. Era raffinata, ma bazzicava i bassifondi. Creò cosmetici su consiglio di André Maginot – lo stratega che progettò la linea difensiva francese sfondata dai tedeschi nel 1940 – e dall’impresa fallita imparò a scrivere testi pubblicitari per le sigarette Lucky Strike e le automobili Ford. Voleva far frustare a sangue le femministe e chiuderle in un harem, ma rifiutò di entrare nell’Académie Française perché era preclusa alle scrittrici. Ebbe compagni che potevano essere suoi figli, ma ignorò la sua unica figlia dicendo che generazioni diverse non dovevano vivere insieme. Eppure la figlia, lei pure di nome Colette, si dedicò al culto della madre e volle essere sepolta accanto a lei. Ed è alla figlia che ho affidato il racconto per scavare nei fatti, della biografia della donna.

Nicoletta Sipos scrive di libri su “Chi” e sul blog nicolettasipos.it. Italiana di origini ungheresi, considera un punto di forza elaborare i suoi romanzi da storie vere. La sua vita di Colette corrisponde a questo criterio. Si è occupata di violenza domestica (Il buio oltre la porta); di maternità assistita (Perché io no); della Shoah in Ungheria (La promessa del tramonto e La ragazza con il cappotto rosso). Con Lena & il Moro e ha trasformato in noir l’incontro tra una professoressa in pensione e un giovane sbandato alla vigilia di Natale. È sposata con l’uomo più paziente del mondo, ha quattro figli e sei nipoti.

IL POSTO DELLE PAROLE
ascoltare fa pensare
https://ilpostodelleparole.it/

Inseguì tra contraddizioni e ambiguità il sogno più audace per una donna del suo tempo: essere padrona di sé. Il primo marito la chiudeva a chiave per costringerla a scrivere, ma finì apprezzata da Proust, Cocteau, Gide. Diede scandalo danzando nuda al music-hall e per i suoi amori, ma si puliva del fango con un sorriso. Era raffinata, ma bazzicava i bassifondi. Creò cosmetici su consiglio di André Maginot – lo stratega che progettò la linea difensiva francese sfondata dai tedeschi nel 1940 – e dall’impresa fallita imparò a scrivere testi pubblicitari per le sigarette Lucky Strike e le automobili Ford. Voleva far frustare a sangue le femministe e chiuderle in un harem, ma rifiutò di entrare nell’Académie Française perché era preclusa alle scrittrici. Ebbe compagni che potevano essere suoi figli, ma ignorò la sua unica figlia dicendo che generazioni diverse non dovevano vivere insieme. Eppure la figlia, lei pure di nome Colette, si dedicò al culto della madre e volle essere sepolta accanto a lei. Ed è alla figlia che ho affidato il racconto per scavare nei fatti, della biografia della donna.

Nicoletta Sipos scrive di libri su “Chi” e sul blog nicolettasipos.it. Italiana di origini ungheresi, considera un punto di forza elaborare i suoi romanzi da storie vere. La sua vita di Colette corrisponde a questo criterio. Si è occupata di violenza domestica (Il buio oltre la porta); di maternità assistita (Perché io no); della Shoah in Ungheria (La promessa del tramonto e La ragazza con il cappotto rosso). Con Lena & il Moro e ha trasformato in noir l’incontro tra una professoressa in pensione e un giovane sbandato alla vigilia di Natale. È sposata con l’uomo più paziente del mondo, ha quattro figli e sei nipoti.

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