Marta Cantarella “Le strade sbagliate”

Marta Cantarella. Le strade sbagliate. Maschietto Editore Marta Cantarella. Le strade sbagliate. Maschietto Editore

Marta Cantarella
“Le strade sbagliate”
Maschietto Editore

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Come si ferma una valanga?

È la domanda che Vittoria si pone da quando è tornata nel Nido, a Milano: il luogo da cui era fuggita ventiquattro mesi prima e dove ora prova a rimettere ordine dopo ciò che ha travolto ogni cosa. La separazione dalla Sicilia prima e da Milano poi la conduce a Roma, dove accetta la proposta di Fabrizio ― una conoscenza riemersa dal passato ― e di Luca, suo socio: insieme le promettono un riscatto lavorativo. Ma l’alleanza si incrina. Da complici a rivali, Luca e Fabrizio si insinuano nelle fragilità di Vittoria fino a scomporla. Lei resta intrappolata nei loro colori: il blu degli occhi di Luca, il rosso dei capelli di Fabrizio, il nero del buio in cui si rifugia, incapace di reagire. Dopo mesi trascorsi a nascondersi, Vittoria intraprende un cammino di risalita e decide di riaprire il suo Nido, trasformandolo in un rifugio. Ascoltare il dolore altrui diventa un modo per alleggerire il proprio, capire che le catene del presente sono ferite del passato, e che il fallimento non è una fine ma l’inizio della guarigione. Scopre così che il segreto è nelle strade sbagliate: quelle che sembrano allontanarti, ma sono le uniche capaci di cambiarti davvero.

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Marta Cantarella è nata in Sicilia, isola a cui è rimasta visceralmente legata nonostante i continui spostamenti che hanno segnato la sua vita. Dopo aver lasciato la terra natale, ha vissuto a Milano e poi a Roma, città che diventano luoghi centrali del suo romanzo d’esordio Le Strade Sbagliate, uscito per Maschietto Editore.
Cantarella ha scritto il romanzo tra Tinos e la Sicilia, per poi trasferirsi a Fuerteventura, dove ha trovato rifugio e ispirazione durante l’ultimo anno di lavoro sul testo.
Sul suo blog Le Esprit Rouge Due Punto Zero condivide da tempo riflessioni intime sui luoghi, sulle relazioni e sulle esperienze di expat, inclusa una parentesi parigina.


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