Marlene Ravetti
“I giardini della mente”
Neos Edizioni
www.neosedizioni.it
Un romanzo che ha come fulcro il tema della memoria, un delicato intreccio in cui la narrazione si fa dispositivo psicopedagogico
“Ognuno di noi non sarebbe la persona che è, se non avesse vissuto la sua storia, se non avesse superato le difficoltà che la vita gli ha posto davanti, se non avesse accolto il dolore per superarlo e rinascere aprendosi a nuove consapevolezze”.
Lavinia, giovane donna dal carattere schivo e riservato, si risveglia in una casa che non riconosce con un vuoto inquietante nella mente: non ricorda chi sia, né come sia arrivata lì. Scopre di trovarsi a Torino, città in cui pare vivere da tempo, ma di cui non conserva alcuna memoria.
Un’amnesia retrograda, dovuta ad un trauma misterioso, la costringe a ricostruire la propria identità a partire da indizi minimi: un diario, dei post sui social e i propri documenti. Scopre così di aver vissuto a Firenze e che i suoi genitori sono morti. Lavora come collaudatrice di auto e furgoni ma nel passato era una biografa professionista.
In quel vuoto di identità, per Lavinia sarà decisivo l’incontro fortuito in un parco torinese con Maddalena, donna novantenne dotata di straordinaria vitalità, custode di storie, ricordi e saggezza: tra le due donne nascerà un’amicizia intensa e significativa. Il loro incontro trasformerà la fragilità in forza e la memoria condivisa in possibilità di rinascita.“La vita aveva donato a Lavinia la forza e la personalità di una preziosa novantenne e l’aveva messa sul suo cammino al momento giusto per insegnarle quanto fosse importante dare valore ai ricordi…In quella dimensione si erano incontrate, Maddalena e Lavinia, nei giardini della mente e della memoria… un luogo magico in cui può durare per sempre ciò che non è più”.
«Una storia attraversata da tenerezza e dolcezza, pervasa da una sensibilità autentica e rara nel dare voce a temi socio-culturali di grande spessore umano. È un romanzo squisitamente pedagogico, il cui registro narrativo diventa gesto di cura che accoglie il lettore e lo invita a sostare nelle pieghe dell’esperienza narrata. L’incontro intergenerazionale è il cuore pulsante del romanzo: uno spazio formativo prezioso, in cui il tempo sembra rallentare e la memoria dell’anziano si offre come dono, come eredità simbolica e affettiva. In questa relazione fatta di ascolto, di parola condivisa e di silenzi abitati, la protagonista trova il coraggio di sostare nella propria fragilità e di raccoglierne i frammenti. Il romanzo si rivela come un dispositivo narrativo di rara intensità pedagogica. Attraverso la memoria che riaffiora, il tempo che si dilata e la relazione che accoglie, l’autrice invita a pensare l’educazione come un movimento incessante dell’anima: un lento e paziente lavoro di narrazione e rinascita, altalenante, in cui l’esistenza viene continuamente riletta, custodita e reinventata. Un’arte sottile che richiede cuore e talento, come fa l’autrice» (Luisa Piarulli, docente di Pedagogia presso Università Cattolica di Milano, IusTO Rebaudengo, Università di Torino).
Marlene Ravetti è nata a Torino nel 1977 e vive a Pino Torinese. Ha lavorato nel settore delle risorse umane, della formazione e in svariati altri ambiti. Da sempre appassionata di scrittura, la sua produzione letteraria si apre con il libro di argomento filosofico “Le tenebre e la luce in C. G. Jung”. Ha ricevuto una Menzione d’Onore al Premio Nazionale Pinayrano per la poesia “Abissi”. Nel 2023 è nato il suo primo romanzo, “Giochi di vita”, edito da Neos edizioni. Ha pubblicato racconti in diverse antologie ed è stata finalista al premio di narrativa “Parole in collina” nel 2024.
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