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Mario Rasetti “Premio Lagrange”

Mario Rasetti "Premio Lagrange"

Mario Rasetti
Fondazione ISI – Istituto per l’Interscambio Scientifico di Torino
“Premio Lagrange”

Studiare la straordinaria complessità del mondo animale per comprendere meglio i meccanismi che regolano la vita sul pianeta, compresa la nostra. È il terreno su cui si muovono i due vincitori dell’edizione 2019 del Premio Lagrange – Fondazione CRT. Il massimo riconoscimento internazionale per la scienza dei sistemi complessi, istituito dalla Fondazione CRT – Cassa di Risparmio di Torino e coordinato dalla Fondazione ISI – Istituto per l’Interscambio Scientifico di Torino, va quest’anno al biologo ed ecologo britannico Iain D. Couzin e al biologo marino ed esploratore statunitense David Gruber.

Già ricercatore alla University of Oxford e professore alla Princeton University, oggi Direttore del Max Planck Institute of Animal Behavior di Costanza in Germania, Iain D. Couzin studia i principi fondamentali alla base del comportamento collettivo animale. Le sue ricerche includono un’ampia gamma di sistemi biologici – dagli sciami di insetti ai banchi di pesci, dagli stormi di uccelli ai gruppi di primati – e hanno ricevuto diversi prestigiosi riconoscimenti (Searle Scholar Award, Mohammed Dahleh Award, Popular Science Brilliant 10 Award, National Geographic Emerging Explorer Award, Scientific Medal of the Zoological Society of London, Clarivate Analytics Global Highly Cited Researcher).

David Gruber è Presidential Professor di Biologia e Scienze Ambientali presso il Baruch College della City University of New York, esploratore del National Geographic, associato di ricerca in Zoologia Invertebrata all’American Museum of Natural History e Adjunct Faculty Member al John B. Pierce Laboratory della Scuola di Medicina di Yale. Caratterizzato da una marcata interdisciplinarietà, il suo lavoro di ricerca intreccia i campi della biologia marina, genomica, analisi trascrittomica di organismi marini, ecologia degli abissi, robotica leggera, fotosintesi, biofluorescenza, bioluminescenza, oltre all’utilizzo di tecniche avanzate di machine learning applicate allo studio della bioacustica dei grandi cetacei.

Queste le motivazioni che hanno spinto i giurati del Premio Lagrange – Fondazione CRT ad assegnare il riconoscimento ai due vincitori:

Il Premio Lagrange – Fondazione CRT 2019 è assegnato al Prof. Iain D. Couzin per il suo rilevante e pionieristico lavoro sull’emergenza di comportamenti collettivi in gruppi di animali e in gruppi sociali, nonché per lo sviluppo della tecnologia per lo studio sperimentale di tali sistemi così complessi. Il Prof. Couzin è una figura di riferimento, sia teorica sia sperimentale, in questo settore, che ha l’obiettivo ultimo di rivelare i principi fondamentali che stanno alla base del comportamento collettivo evoluto, tra cui l’elaborazione e la trasmissione delle informazioni tra specie non umane. Il Prof. Couzin studia una vasta gamma di sistemi biologici, dagli sciami di insetti ai banchi di pesci e ai gruppi di primati, utilizzando una sofisticata combinazione di metodi di matematica, fisica, scienza delle reti e scienza dei sistemi complessi, nonché configurazioni sperimentali innovative per imparare dal comportamento dei gruppi animali.

Il Premio Lagrange – Fondazione CRT 2019 è assegnato al Prof. David Gruber per il suo pionieristico contributo allo sforzo di acquisire una conoscenza più approfondita del sistema di comunicazione dei capodogli (Physeter macrocephalus). Queste balene, che vivono in grandi nuclei familiari, hanno un linguaggio vocale complesso che usano in una complessa rete di comunicazione. Il Prof. Gruber ha architettato le basi concettuali di un vasto e ambizioso progetto di ricerca, basato su tecniche di intelligenza artificiale e di decodifica di algoritmi, finalizzato ad aiutarci ad imparare il complicato linguaggio delle balene.

La questione è di interesse cruciale non solo per la biologia marina ma anche per le scienze spaziali, che considerano il linguaggio delle balene come un linguaggio “alieno” e la sfida di decifrarlo come un primo passo essenziale nel mettere a punto le nostre capacità in vista di possibili comunicazioni extraterrestri.

Dal 2008, il Premio Lagrange – Fondazione CRT premia i giovani ricercatori che si distinguono per l’eccellenza nella scienza degli studi complessi, un settore chiave nell’evoluzione della ricerca scientifica, caratterizzato da un approccio dinamico e interdisciplinare sia nell’intreccio delle aree di ricerca che sono alla base dei lavori più innovativi (fisica, matematica, statistica, informatica e Big Data, biologia, epidemiologia, studio della mente e del corpo umano, scienze sociali), sia nella varietà dei campi della società su cui esercitano un’influenza rilevante e concreta (economia, finanza, salute pubblica, comunicazione, tutela ambientale, filantropia). Fedele a questa natura interdisciplinare, nelle dodici edizioni del Premio, la giuria coordinata dalla Fondazione ISI ha riconosciuto il lavoro di scienziati dall’origine molto eterogenea – dal punto di vista geografico e per il settore scientifico di riferimento – via via compilando una mappa globale della più brillante scienza contemporanea della complessità. Un percorso che dal 2018 si è arricchito di ulteriori sfumature con le proposte del progetto AReS, performance spettacolari in cui la scienza dialoga con l’arte, presentate in occasione della cerimonia di consegna del Premio (nel 2018 La danza della mente, nel 2019 L’accordo).

«Quest’anno il Premio Lagrange – Fondazione CRT torna a occuparsi delle questioni di base dei sistemi complessi», dice il presidente di Fondazione ISI Mario Rasetti. «Ed è simbolico che in un momento in cui le problematiche che riguardano l’ecosistema e la sopravvivenza stessa del nostro pianeta sono di stringente attualità, il riconoscimento vada a due scienziati che concentrano le proprie ricerche sull’universo animale, studiando fenomeni affascinanti come il misterioso canto delle balene, che si propaga fino a 800 chilometri negli oceani, o il modo con cui il volo collettivo degli uccelli risolve il problema matematico di Plateau. Sono lavori in cui emerge tutta la scienza dei sistemi complessi: dall’utilizzo di tecniche raffinate e moderne all’approccio multidisciplinare che comprende la linguistica, la crittografia, la matematica, la teoria delle probabilità».

“Utilizzare gli strumenti e le metodologie più avanzate per affrontare le sfide globali del 21° secolo è l’obiettivo che accomuna anche Filantropia e Scienza della Complessità, oggi ben rappresentata dai due prestigiosi ricercatori insigniti del premio internazionale Lagrange-Fondazione CRT per i loro studi orientati alla conservazione della biodiversità, alla tutela delle risorse, alla salvaguardia degli ecosistemi – afferma il Segretario Generale della Fondazione CRT e Presidente di European Foundation Centre Massimo Lapucci –. Di fronte a tematiche così rilevanti, urgenti e universali come tutte quelle al centro dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, anche le istituzioni filantropiche in Italia e in Europa hanno la responsabilità di individuare soluzioni basate su approcci scientifici e metodologie d’analisi innovative. Va certamente in questa direzione l’utilizzo dei ‘Big Data for good’ – i Big Data per il bene comune – che Fondazione CRT e Fondazione ISI sperimenteranno nel primo competence center europeo prossimo ad aprire alle OGR Tech di Torino”.

PREMIO LAGRANGE – FONDAZIONE CRT
L’ALBO D’ORO

2008 Yakov Grigorievich Sinai (matematico, Russia) e William Brian Arthur (economista, UK),
2009 Giorgio Parisi (fisico, Italia)
2010 James J. Collins (bioingegnere, USA)
2011 Albert László Barabási (fisico, Ungheria/USA)
2012 Lada Adamic (studiosa di reti sociali, USA) e Xavier Gabaix (economista, Francia)
2013 Duncan J. Watts (sociologo e studioso di reti sociali, Australia)
2014 Mark Newman (fisico, UK)
2015 Panos Ipeirotis (informatico, Grecia) e Jure Leskovec (informatico, Slovenia)
2016 John Brownstein (epidemiologo, Canada)
2017 Danielle S. Bassett (fisica e neuroscienziata, USA)
2018 César Hidalgo (fisico, Cile/USA)
2019 Iain D. Couzin (biologo, UK) e David Gruber (biologo ed esploratore, USA)


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