Lello Voce
(Musa!)
Marco Saya Edizioni
A distanza di trentacinque anni dalla sua prima uscita, torna in libreria uno dei testi più significativi della poesia italiana degli ultimi decenni: Musa! di Lello Voce, oggi ripubblicato da Marco Saya Edizioni nella collana “Conseguito silenzio”.
Apparso per la prima volta nel 1992, Musa! è un’opera capitale, punto di riferimento per almeno un paio di generazioni di lettori e di poeti, rimasta ingiustamente fuori commercio per troppo tempo. È un libro che ancora oggi cattura chi legge in un vortice magmatico di lingua, dove registri diversi si scontrano, si mescolano, si rincorrono in un continuo gioco di tensioni e variazioni sul tema. Lo spirito che percorre le pagine diventa un contenitore polifonico, capace di dare forma a una propria Babele del pensiero, caustica e istrionica, quasi un monito dal sapore infernale. Già allora Musa! confermava l’unicità della scrittura di Voce: vicina alla temperie del Gruppo 93, di cui l’autore fu tra i protagonisti, ma allo stesso tempo autonoma, difficile da catalogare, capace di un passo tutto suo.
Uscito allora per i tipi di Mancosu Editore, corredato da una musicassetta audio che ne restituiva la dimensione sonora e performativa, Musa! anticipava già negli anni Novanta quella ricerca sulla parola detta, sul verso come materia vocale e ritmica, che avrebbe reso Lello Voce uno dei protagonisti italiani ed europei dello spoken word e, di lì a poco, l’artefice dell’introduzione in Italia del poetry slam. Una vocazione performativa che attraversa tutta la sua opera successiva e che rende questo ritorno in libreria tanto più prezioso: non un semplice recupero d’archivio, ma la restituzione di un laboratorio linguistico che ha continuato a lavorare, sottotraccia, per trent’anni.
La nuova edizione riporta fedelmente l’introduzione alla prima uscita firmata da Romano Luperini e si arricchisce di un testo inedito: una lettera scritta da Franco Fortini per il giovanissimo autore campano, testimonianza ulteriore — se ce ne fosse bisogno — dell’importanza di un’opera che a distanza di tanti anni resta sorprendentemente attuale e continua a essere fonte di ispirazione per le generazioni di poeti venute dopo.
Di questo libro e del percorso che lo ha portato, dopo tanti anni, a tornare tra le mani dei lettori, Lello Voce è ospite de Il Posto delle Parole, per raccontare la genesi di Musa!, il legame con il Gruppo 93 e con la stagione della neoavanguardia degli anni Novanta, l’incontro — anche editoriale — con le figure di Romano Luperini e Franco Fortini, e il senso di riproporre oggi, in un panorama poetico profondamente mutato, un testo capace di restare vivo e necessario.
Musa!
Lello Voce
Prefazione di Romano Luperini, postfazione di Franco Fortini
Collana “Conseguito silenzio”
Dal 2026 Marco Saya Edizioni fa parte del Gruppo PAP, diretto da Elena Mearini, insieme alla Piccola Accademia di Poesia di Milano.
Lello Voce (Napoli, 1957) è poeta, scrittore e performer. Tra i fondatori del Gruppo 93 e della rivista “Baldus”, vive e lavora a Treviso. È uno dei pionieri europei dello spoken word e della spoken music, e ha introdotto in Italia il poetry slam. Nel 2011, in occasione del Festival Internazionale di Poesia di Medellín, in Colombia, è stato tra i fondatori del World Poetry Movement, di cui fa tuttora parte il comitato esecutivo.
Tra le sue raccolte di poesia: Singin’ Napoli cantare (Ripostes, 1985), Musa! (Mancosu, 1992), I segni i suoni le cose (Manni, 1996), Farfalle da combattimento (Bompiani, 1999), Fast Blood (2003, Premio Delfini), Lai (D’If, 2007), L’esercizio della lingua. Poesie 1991-2008 (Le Lettere, 2008), Piccola cucina cannibale (SquiLibri, 2011, Premio Napoli 2012) e Il fiore inverso (Squilibri, 2016, Premio Nazionale Elio Pagliarani). Tra i romanzi, Eroina (Transeuropa, 1999), Cucarachas (DeriveApprodi, 2001) e Il Cristo elettrico (No Reply, 2006). Nel 2022 pubblica Razos (La nave di Teseo), vincitore dei premi Bologna in Lettere e Paolo Prestigiacomo.
Ha collaborato con musicisti come Paolo Fresu, Frank Nemola e Antonello Salis, e i suoi testi sono stati tradotti in francese, inglese, spagnolo, catalano, tedesco, portoghese, giapponese e arabo.
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