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Giuseppe Di Piazza “O tu o lui”

Giuseppe Di Piazza. O tu o lui. Harper Collins.

Giuseppe Di Piazza
“O tu o lui”
Harper Collins

https://www.harpercollins.it/

Rosario De Luca, detto Sari, non ha conosciuto la sua famiglia. I suoi genitori sono morti in un incidente, ed è stato adottato da una famiglia lombarda che l’ha amato, cresciuto, regalandogli una vita felice, ottimi studi grazie ai quali è diventato un importante manager editoriale. Ma il passato l’ha seguito. Suo nonno era un boss della mafia: i nuovi padroni avevano bisogno dell’aiuto di Sari e contavano di ottenerlo, con il richiamo del sangue o con le minacce. Sari, però, è riuscito a sconfiggere il suo persecutore e lo ha ucciso. Ma con il boss è morta Valeria, il grande amore di Sari. Ora che si sveglia, in ospedale, protetto dalle forze dell’ordine ma senza più la sua vita, sa che la mafia è pronta a fargli pagare il prezzo della vendetta. Per scongiurarla intraprenderà un viaggio verso Palermo, prima, e poi verso New York, alla ricerca delle proprie radici e della propria salvezza, accompagnato da Stella, misteriosa e bellissima fotografa conosciuta in Sicilia. Giuseppe Di Piazza torna al noir, riprendendo il protagonista del suo Un uomo molto cattivo. E lo fa con un romanzo che ricorda i grandi maestri americani del genere, da Ellroy a Winslow, ma sa raccontare l’Italia di oggi nei suoi aspetti oscuri, e nelle sue radici terribili. Le pagine di O tu o lui sono percorse da una tensione entusiasmante, fino all’indimenticabile resa dei conti finale.

Giuseppe Di Piazza, responsabile dell’edizione romana del Corriere della Sera, è stato a capo di Sette, Corriere della Sera Magazine e Max. Comincia la carriera giornalistica nel 1979 a L’Ora di Palermo. Dal 1986 al 2000 è al Messaggero, dove è capocronista, editorialista, caporedattore centrale. Dalla fine del 2000 approda a Milano, in Rcs. Ha pubblicato quattro romanzi e fatto diverse mostre fotografiche. Con HarperCollins ha pubblicato Malanottata, che ha vinto il Premio Cortina d’Ampezzo 2018, e Il movente della vittima.

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