Emma Lavinia Bon
“Il vuoto e la differenza”
Decostruzione e vacuità della Metafisica
Orthotes Editrice
www.orthotes.com
Il pensiero di Jacques Derrida muove da un’intuizione fondamentale: che le strutture concettuali della metafisica sono determinate in maggior misura da ciò che occultano o rifiutano piuttosto che da quanto pretendono di affermare. Se, quindi, è vero che la metafisica occidentale è stata dominata da un persistente horror vacui, è allora necessario ammettere che in essa il vuoto è presentissimo – come se la sua inconsistenza ne rendesse impossibile la definitiva cancellazione. L’horror vacui rappresenta il rifiuto, da parte della metafisica, di scoprire la vacuità delle proprie strutture che la decostruzione porta, invece, a manifestazione. La decostruzione mostra, in altri termini, la persistenza del vuoto nella divaricazione differenziante sempre in atto all’origine di ogni cosa. Il vuoto è immanente alle cose in quanto insistenza, in esse, della loro originaria infondatezza. Tale complicità tra vuoto e differenza è articolata, all’interno di questo libro, in un itinerario che muove dal vuoto democriteo alla kenosis mistica, giungendo infine alla śūnyatā, la vertiginosa vacuità che, nella tradizione buddhista, è il centro vuoto, centripeto e centrifugo, di ogni esperienza mondana.
Emma Lavinia Bon svolge attività di ricerca presso Unipegaso e collabora con la cattedra di Estetica presso l’Università di Padova. I suoi studi includono l’estetica, con attenzione al concetto di scrittura, al simbolismo e all’architettura; la filosofia francese contemporanea; la filosofia interculturale, con particolare interesse verso le filosofie di area indiana. Ha pubblicato numerosi saggi in riviste italiane e internazionali, oltre alla monografia Il mito occidentale. Panikkar e il nostro tempo (Milano 2023), Aporie, di Jacques Derrida (Orthotes, 2026).
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