Cristina Vezzaro “Non siamo stati bravi” Ingeborg Bachmann, Max Frisch

Ingeborg Bachamnn, Max Frisch. Non siamo stati bravi. Feltrinelli. Ingeborg Bachamnn, Max Frisch. Non siamo stati bravi. Feltrinelli.

Cristina Vezzaro
“Non siamo stati bravi”
Ingeborg Bachmann, Max Frisch
Lettere 1958-1972
Feltrinelli Editore

www.feltrinellieditore.it

Festa del Racconto, Carpi
venerdì 2 ottobre, ore 17.00
Requiem per Ingeborg
con Cristina Vezzaro e Tommaso Pincio
Conduce Alessandra Iadicicco. Letture di Sara Gozzi
Cent’anni fa nasceva Ingeborg Bachmann, poetessa, scrittrice e giornalista austriaca, considerata una delle voci più importanti del Novecento. Per celebrarla, Feltrinelli pubblica il carteggio con Max Frisch, Non siamo stati bravi, mentre Adelphi manda in libreria Requiem per Fanny Goldmann oltre a un inedito di Fleur Jaeggy, Gli ultimi giorni di Ingeborg. Da poco è uscito nelle sale in Germania e in Austria il docufilm ispirato alla sua figura, con Sandra Hüller nel ruolo della protagonista. Insomma, si torna a scoprire, a riscoprire, a leggere Ingeborg Bachmann. Era ora.

“Non siamo stati bravi”
Ingeborg Bachmann, Max Frisch
Feltrinelli Editore

Nella primavera del 1958 Ingeborg Bachmann ha trentadue anni. È già nota al pubblico per i suoi versi, fa parte del Gruppo 47 e con il radiodramma Il buon Dio di Manhattan è pronta ad affermarsi come la nuova voce della letteratura austriaca. Max Frisch, vent’anni più grande di lei, già romanziere e drammaturgo di successo, impegnato nella regia di Omobono e gli incendiari, scrive alla “giovane poetessa” esprimendo entusiasmo per la sua opera. La risposta di Bachmann nel giugno 1958 segnerà l’inizio di una corrispondenza che, dal loro primo incontro fino a molto tempo dopo la brusca separazione, testimonia, nelle circa trecento lettere sopravvissute, la vita, l’amore e i travagli di una delle coppie più famose della letteratura di lingua tedesca. Sullo sfondo dell’ambiente artistico tedesco e italiano, evocato dai numerosi soggiorni a Roma, vicinanza e distanza, ammirazione e rivalità, gelosia, pulsioni di fuga e paura dell’abbandono, così come la difficoltà, per due scrittori, di condividere spazi di lavoro e vita di coppia, fanno di questi resoconti autobiografici un documento prezioso per conoscere da vicino vita e opere di due testimoni unici della cultura europea del secondo dopoguerra.

“Sentimenti? Tristezza, rimorso, amarezza, vergogna. Ho pianto. Ti ho amata molto all’inizio e quando abbiamo preso questa casa. E in un certo senso serberò sempre affetto per te, nel senso di una ferita insanabile. Non siamo stati bravi. Perdonami se includo anche te; nemmeno tu, Ingeborg, sei stata brava.” – Max Frisch a Ingeborg Bachmann, Roma, 2 luglio 1963

La corrispondenza privata tra i due maggiori intellettuali di lingua tedesca del secolo scorso, in un’edizione critica corredata da un vasto apparato di commenti e da una doppia biografia.

Traduzione delle Lettere: Cristina Vezzaro
Traduzione del Commento: Emilia Benghi

Cristina Vezzaro ha studiato Traduzione all’Università di Ginevra. Ha iniziato a occuparsi di traduzione editoriale nel 1997, collaborando con la rivista «Internazionale». Dal 2005 si dedica alla traduzione di narrativa, poesia e saggistica per diverse case editrici italiane. Tra gli autori e autrici sinora tradotti vi sono Fouad Laroui (Prix Goncourt de la Nouvelle), Antje Rávik Strubel (Deutscher Buchpreis), Tijan Sila (Bachmannpreis), Ulrike Draesner, Iris Wolff, Ulrich Peltzer e Kathrin Röggla. Nel 2026 è uscita la sua traduzione del carteggio tra Ingeborg Bachmann e Max Frisch Non siamo stati bravi. Lettere 1958-1972, Feltrinelli.

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