Cristiana Mennella
“L’accompagnatrice”
Ken Greenhall
Adelphi
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A un primo sguardo, Jillian Cole sembra una donna gradevole ma tutto sommato anonima. E lo stesso si potrebbe dire di suo padre, folti capelli bianchi e un paio di occhiali scuri a nasconderne la cecità. Fitte ombre, tuttavia, si allungano dietro questa facciata rassicurante. Di lui si dice che abbia poteri taumaturgici, che sia capace di guarire i malati con il solo tocco delle mani. Mentre Jillian, che di mestiere fa l’accompagnatrice per donne anziane e fragili, quando è il momento sa prendersene cura fino alle estreme, irreversibili conseguenze – non senza un sinistro piacere. Arrivata a Serena, Iowa, nel cuore dell’America rurale, la coppia non ci mette molto a individuare chi sarà la prossima assistita di Jillian: Mrs. Dobb, «un piccolo spettro pallido sostenuto dalla testiera scura del letto», che subito manifesta un ambiguo attaccamento per la giovane e una malcelata attrazione per il padre. Ma Mrs.
Dobb non è sola: attorno a lei, nella grande casa dall’«inquietante mancanza di simmetria», gravitano, come in un morboso valzer familiare, David ed Eva – gli enigmatici figli gemelli, legati solo dalla reciproca avversione – e una nipote «irresponsabile ma non felice». Come se non bastasse, qualcuno riaffiora dall’oscuro passato di Jillian e non sembra intenzionato ad andarsene prima di aver trovato una risposta alle domande scomode che lo hanno portato fin lì. Con questo romanzo cupo e ipnotico, forgiato su un personaggio femminile irresistibilmente torbido e amorale, Greenhall si conferma maestro dell’innaturale, genere letterario che è tutto suo.
Ken Greenhall è nato a Detroit nel 1928 da una famiglia di immigrati inglesi. Nel 1976 pubblica il suo primo romanzo, Elizabeth, che nasce dal suo lungo interesse per il paranormale. Greenhall è morto nel 2014.
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