Alessandro Carrera
“Il vagoncino rosso”
Crocetti Editore
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Il “vagoncino rosso” di Alessandro Carrera conduce il lettore in un mondo che spazia dalla campagna lombarda agli Stati Uniti e al Canada, dai miti classici a quelli dei nativi americani, dalla complessità del modernismo all’ironia che ne stempera le pretese. Inizia in Italia, ma è l’incontro con l’America a determinarne la svolta narrativa. L’autore si fa esploratore del nuovo mondo come di sé stesso, di paesaggi e ricordi nei quali il sentimento è sempre mitigato da un consapevole distacco. Che abbia come sfondo la Lombardia o il Texas, New York o Vancouver, la poesia di Carrera indaga il mistero di come giungiamo a essere ciò che siamo, anche quando crediamo di esserci allontanati dalle nostre radici. Per vastità di ambizioni e ricchezza di riferimenti, per forza lirica e disarmante sincerità, rappresenta un’esperienza unica nella poesia italiana contemporanea. Mi hai chiesto se mai inventeranno una macchina del tempo e io ti ho detto no, perché il passato non esiste. Ma in anni remoti guardandoci alle spalle vedremo un cristallo svanire, il cristallo profumato del chissà.
Alessandro Carrera è professore di Italian Studies e World Cultures and Literatures all’Università di Houston, in Texas. Ha scritto opere di saggistica, narrativa e poesia. Tra i suoi ultimi libri, Il colore del buio (il Mulino, 2019), Fellini’s Eternal Rome: Paganism and Christianity in Federico Fellini’s Films (Bloomsbury, 2019) e Lo studente di medicina (Passigli, 2021). Per Feltrinelli ha pubblicato Musica e pubblico giovanile (1980), La voce di Bob Dylan. Una spiegazione dell’America (2001; nuova edizione, 2021), Canzoni d’amore e misantropia (unito al DVD del film Io non sono qui, 2008), La consistenza della luce (2010), ha tradotto le canzoni e le prose di Bob Dylan e ha curato Pop di Andy Warhol.
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