Alberto Fiorin
“Marco Polo a pedali”
Da Venezia a Pechino sulle tracce del Milione
ediciclo editore
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Il libro racconta il viaggio che Fiorin, insieme all’amico Dino Facchinetti, ha compiuto nel 2024: da Venezia a Pechino in bicicletta, ripercorrendo (per quanto possibile con le frontiere e le strade moderne) l’itinerario del viaggio di Marco Polo verso la Cina, nell’anno in cui ricorreva il settecentesimo anniversario della morte del mercante veneziano. Partiti da Venezia il 25 aprile 2024, i due ciclisti hanno raggiunto Pechino il 1° agosto dello stesso anno, dopo circa cento giorni e oltre diecimila chilometri, attraversando dodici paesi: Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Azerbaigian, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan e Cina, seguendo per larghi tratti le antiche Vie della Seta.
Il progetto, come racconta lo stesso Fiorin, nasce da un’idea già covata più di vent’anni prima e poi bruscamente interrotta, e viene finalmente realizzata quando i due protagonisti hanno rispettivamente 64 e 67 anni: un dettaglio che nel libro diventa esso stesso un tema, quello della possibilità di intraprendere grandi imprese anche in età matura.
Ciò che distingue il libro da un semplice diario di bordo è la scelta narrativa di Fiorin: il racconto è costruito come un ideale dialogo con Marco Polo, immaginato come compagno di viaggio invisibile e modello di sguardo curioso e privo di pregiudizi sul mondo attraversato. Il confronto continuo tra ciò che Marco Polo osservò nel Duecento e ciò che i due ciclisti vedono oggi permette all’autore di alternare cronaca del presente e memoria storica, creando un doppio livello di lettura.
Il libro sviluppa alcuni temi ricorrenti: l’elogio della lentezza, intesa come unico modo per capire davvero i luoghi e le persone che si attraversano; il valore dell’incontro con l’altro, spesso più accogliente e generoso di quanto i pregiudizi lascino immaginare; la fatica fisica e la vulnerabilità del corpo, dato che in bicicletta, senza la protezione di un veicolo, ci si espone direttamente a caldo, sete, strade difficili e imprevisti (tra gli episodi citati, l’attraversamento di circa settemila chilometri privi di acqua potabile sicura oltre il confine turco, o l’ingresso in Azerbaigian ottenuto con permessi speciali mentre i confini terrestri erano chiusi); infine il dialogo tra passato e presente, tra la Via della Seta di Marco Polo e la geografia politica ed economica dell’Asia contemporanea.
La scrittura di Fiorin unisce il registro diaristico-personale a quello della divulgazione storica e geografica, con un tono pacato e riflessivo più che avventuroso: l’accento cade sull’osservazione e sul pensiero suscitato dal viaggio, non sull’impresa sportiva in sé.
Alberto Fiorin è nato a Venezia nel 1960, dove tuttora vive. Laureato in Storia è un appassionato ciclonauta con al suo attivo molti viaggi nazionali e internazionali. Con Ediciclo ha pubblicato i reportage a pedali Strade d’Oriente, Salam Shalom e Il vento dei fiordi, numerose guide a piedi e in bicicletta tra cui Ciclovia del Danubio; Parigi Londra in bicicletta; La Via Francigena in bicicletta; Romantische Strasse in bicicletta e La Via Francigena a piedi, Guida ai migliori itinerari treni e bici e La Via Flavia a piedi (con Diego Masiello).
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