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Giorgio Terruzzi “Pro-Fumo”

Giorgio Terruzzi "Pro-Fumo" Cinquesensi editore

Giorgio Terruzzi, Giancarlo Vitali
“Pro-Fumo”
Cinquesensi Editore

www.cinquesensi.it

Pro-fumo. Il progetto dell’opera prese corpo un giorno di qualche anno fa, quando Giorgio Terruzzi e Giancarlo Vitali si conobbero e si legarono di un’immediata sintonia. Entrambi fumavano in bella continuità. Alla fine di una lunga e piacevole conversazione pensarono di fare un libro insieme. Il tema? Dopo un attimo d’esitazione i due spensero nello stesso istante la propria sigaretta, si guardarono con un sorriso complice. Sarebbe stato quello il tema, ovviamente… il fumo.

La coscienza di G&G di Leonardo Castellucci
Sono le 6.45, lo scrittore si affaccia pigramente alla finestra. I fumi umbratili ed enigmatici della notte stanno svanendo. Gli uccelli sono i più solerti a dare il segno di un nuovo giorno. Per strada si stanno concludendo i lavori di pulizia e i primi, consueti rumori di un vita che riprenderà la sua corsa nevrotica vanno imponendosi come segno di un’inesorabile, ripetitiva fatica.
In quest’atmosfera raccolta, assorta, ancora affollata da un inconscio che dà forma ai pensieri, lo scrittore si accende la sua prima sigaretta. E senza più esitazioni prende a confessarsi, a riflettere, a ricordare, ad analizzare e talvolta a rimpiangere, sollecitando il lettore a iniziare lo stesso viaggio. E ogni momento, ogni persona che gli sale alla mente gli si presenta come una luce che si accende all’improvviso, senza che lui l’abbia previsto né, tantomeno, premeditato.
In questo andamento dolcemente felliniano, lo scrittore, per non rischiare di scivolare in un malinconico abbandono, s’aggrappa al suo pacchetto di sigarette, per lui un’ancora che gli batte il tempo del giorno e lo tiene ben saldo all’attimo presente.
Perché dopo quella delle 6.45 se ne accenderà un’altra di sigaretta e poi un’altra e un’altra ancora, fino alla ventesima, l’ultima del pacchetto, che sancirà la fine del suo percorso biografico e sentimentale. E di un’ennesima giornata.

Lo stesso viaggio, ma attraverso altre strade espressive, lo compie il pittore che, invece, nelle sue abili divagazioni artistiche, dà alla sigaretta e al suo contenitore un significato e un valore più diretti, utilizzando entrambi come elementi attivi delle opere che realizza.
Sì, perché le sue tecniche miste sono spesso collage in cui frammenti del pacchetto entrano a far parte dell’opera come elementi simbolici, ironici ma anche estetici. E come a dare una sorta di valore aggiunto al tema del suo lavoro, il pittore bruciacchia qua e là i lembi delle sue carte forse a voler suggerire che quelli che propone sono solo divertissement realizzati per un suo rilassante gioco d’abilità e di vanità. Anche questa è una scelta, certo altrettanto biografica, per comunicare il proprio pensiero sull’illusorietà della fama e sulla caducità dell’esistenza.

Il progetto della presente opera prese corpo un giorno di qualche anno fa, quando Giorgio Terruzzi e Giancarlo Vitali si conobbero entrando in immediata sintonia. Entrambi fumavano in bella continuità. Alla fine di una lunga e piacevole conversazione pensarono di progettare un libro insieme. Il tema? Dopo un attimo d’esitazione i due spensero nello stesso istante la propria sigaretta e si guardarono con un sorriso complice. Sarebbe stato quello il tema, ovviamente. Un tema preso a pretesto per raccontare di loro e anche per riflettere sul potere disintossicante e intossicante del fumo. E il risultato, come avrete modo di constatare, ci pare di una singolare, sorprendente, perfino dilettevole originalità.
Leonardo Castellucci
prefazione del libro Pro-fumo

Giorgio Terruzzi
Collabora con Mediaset, Corriere della Sera, Gq e Città. Ha cominciato a lavorare con Beppe Viola, presso l’agenzia Magazine. Come scrittore ha pubblicato, tra gli altri, una biografia del pilota AchilleVarzi, Una curva cieca (Giorgio Nada Editore, 1991), vincitore del Bancarella Sport nel 1992; Fondocorsa. Mille Miglia, una vita e un gatto (Gallucci, 2004); Ho dato l’anima (Sperling & Kupfer, 2005); Il mio dio è ateo (Sperling & Kupfer, 2008); Milanismi e Ladri di cotolette, scritti con Diego Abatantuono (Mondadori, 2005 e 2013); Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna (66thand2nd, 2014), vincitore del Bancarella Sport nel 2015. Come autore teatrale: Tersa Repubblica (scritto con RoccoTanica e Claudio Bisio nel 1994) e I bambini sono di sinistra scritto con Michele Serra e Claudio Bisio (Einaudi Stile libero, 2005). Dal 2015 diventa autore Rizzoli con cui pubblica: Grazie Valentino, 2015; Semplice, 2017; Quando ridi, 2018. E adesso Pro-fumo (Cinquesensi, 2019).

Giancarlo Vitali (Bellano 1929 – 2018)
A diciotto anni partecipa alla Biennale d’Arte Sacra all’Angelicum di Milano, dove espone, tra gli altri, insieme a Carlo Carrà, il quale, nell’edizione successiva, gli dedicherà parole di caloroso apprezzamento. Nel 1983 sarà definitivamente valorizzato da Giovanni Testori: la stima del grande critico lo porterà alla sua prima importante personale del febbraio del 1985. Nei successivi trent’anni il suo lavoro sarà divulgato e conosciuto attraverso esposizioni in spazi pubblici e gallerie private. Negli stessi anni molti altri intellettuali e scrittori italiani si interessano appassionatamente alla sua arte, tra di essi: Carlo Bertelli, Mario Botta, Tonino Guerra, Franco Loi, Vittorio Sgarbi, Antonio Tabucchi, Marco Vallora, Andrea Vitali. La grande esposizione antologica a Palazzo Reale di Milano del 2017 rappresenterà il coronamento di settant’anni di pittura.


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